Italia sei una frana, ma la colpa non e’ mica tua – VII puntata

Sarcofaghi di cemento invisibili. Questo sono diventati i corsi d’acqua in Liguria. Torrenti tombinati, sopra ai quali sono state costruite strade, infrastrutture, case. Tubi sotterranei denaturalizzati, che non hanno sfogo fino alla foce, come il Bisagno a Genova. E la storia si ripete anche ad Alassio, meta vacanziera per molti turisti. All’apparenza gradevole cittadina, ma nelle sue viscere l’acqua si muove come in un inferno dantesco, va in pressione e, quando arriva al capolinea, diventa pericolosa per persone e ambiente. Quasi tutti i torrenti hanno subito una cementificazione massiccia in Liguria, secondo Legambiente. Gli alvei sono stati ristretti per costruire. E cosi’, puo’ capitare, che a poca distanza da un corso d’acqua sorgano case, che potrebbero essere investite dall’alveo in piena, in barba ad un regio decreto che impedisce di costruire ad una distanza minima di dieci metri dal fiume. Ma, si sa, in Italia le leggi sono spesso un optional. Aggiungiamo, poi, l’urbanizzazione, che troppo spesso porta a realizzare strade e superstrade sottraendo spazio ai corsi d’acqua.

La cementificazione, che produce fenomeni di impermeabilizzazione del terreno. Lo sbancamento, che consuma il territorio rendendolo ancora piu’ fragile. La mancata manutenzione dei muri a secco, che con le grande piogge puo’ provocare il franamento. Franamento che va poi a riempire le tombinature, ostruendole di fatto. Insomma, una chiusura del cerchio ad hoc, quasi scientifica nella sua scelleratezza eppure cosi’ tragicamente reale.

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