Malati di sanità

Homeless. File di 10 ore. Un chirurgo per 30 persone al pronto soccorso. E per tutto l’ospedale. Posti letto venduti a 150 euro, racconta una paziente a Napoli. Accusa infermieri dell’ambulanza e caposala. “Non ne so niente”, rispondono. Barelle usate come letti in corsia. Due medici al pronto soccorso con doppi turni a Roma. Siringhe regalate insieme alle medicine come scorta personale. “Tanto noi italiani, semo cosi. ‘Ndo sta la giustizia? E io m’adeguo signo'”. Macchinari che si rompono, prolungando l’attesa di ore. Tirocinanti ventenni  usati al posto del personale. Da soli, senza supervisione. Si arrabattano come possono. Malati che gridano per avere una coperta. Una coperta. Questo ho visto in poche ore al Cardarelli di Napoli e al San Camillo di Roma. E ho pensato che, se dovessi ammalarmi, la vera iattura sarebbe il luogo di cura, in questo paese. Più della malattia. E tutta questa gente intorno che dice: “E che non lo sa che e’ così? Non cambieremo mai”.

2 pensieri riguardo “Malati di sanità

  1. Ho visto anche lo speciale di Telecamere Sanità con Anna la Rosa domenica sera perchè io solo di notte ho la facoltà di vedere programmi interessanti ( repliche). Il problema del sovraffolamento degli ospedali per un paese che si invecchia sempre di più dovrebbe essere affrontato. Ci sono medici di base che non fanno il loro lavoro ( il mio ha la segretaria….ma de che? perchè nel pomeriggio fà il dentista)e che presi nel momento clou ti dicono semplicemente "allora vada al pronto soccorso". E al Pronto Soccorso che inizia la trafila tra codici rossi, gialli, bianchi e di ogni colore possibile….forse il codice nero non è incluso "lei è morto signore…non se ne è reso conto?"
    Mi è capitato di arrivare al pronto soccorso e trovare gli infermieri arrabbiati perchè la mia urgenza non gli avrebbe permesso di vedere la gara di Formula uno programmata nella stanza attigua. Ecco Anna La Rosa nel suo viaggio tra quelle barelle ha saputo portare tanta speranza ma ha tolto le immagini crude quelle delle quali ha parlato poi in studio: una signora con un enfisema polmonare schiaffata in una stanza con oltre 12 persone con la mascherina dell'ossigeno che le era caduta a terra e che non sapeva come recuperare. L'uomo con l'aneurisma all'aorta relegato su di una sedia in attesa di essere operato. No non ci può essere rassegnazione quando viene lesa la dignità umana….brava Isabella!!!

  2. Grazie Velia. E' triste quello che racconti. Purtroppo sembra ci sia, in questo Paese, una totale incapacita' di considerare l'essere umano e la cosa pubblica con dignita' e rispetto. Io credo che non bisogna arrendersi ed agire secondo coscienza sempre, anche quando tutto sembra capovolto: valori, certezze, correttezza. Siamo sempre noi a fare la differenza.

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