Ecomostri d’Italia, abbatteteli – II puntata

A Brindisi, lo sgomento ci accoglie gia’ all’ingresso della citta’, venendo da Taranto: un centro commerciale mai completato, bloccato per le autorizzazioni, da dieci anni campeggia davanti ad un ospedale. Ma a pochi metri, un altro centro commerciale, funzionante. Come si giustificano due strutture analoghe e con le stesse funzioni a pochi metri l’una dall’altra? Facile: il secondo, quello incompleto, sarebbe stato no food. In uno si mangia, nell’altro no.
Presunto shopping a parte, cosa facevano alcune famiglie brindisine trent’anni fa? Costruivano villette abusive a Sbitri, sul mare. Con cosa? Materiale rubato. Nel 2008 il Comune ha deciso di abbattere questa grande baraccopoli, che aveva anche piscina e pista da ballo, perche’ nelle vicinanze sorgeva un villaggio turistico.
sbitriLe macerie di queste abitazioni si trovano ancora li’, insieme ad amianto ed eternit. Oltre al danno, la beffa: mentre andiamo a documentare, continuano a portar via il materiale rubato.
Ci avviciniamo al centro storico della citta’, dove sorge l’ex Palazzo delle Finanze, da trent’anni inagibile perche’ aveva problemi di staticita’. Per costruire questo edificio, e’ stato sacrificato uno spazio verde collettivo, il Parco delle Rimembranze, di cui e’ rimasta solo una piccola parte.
Poco distante, in una delle ville pubbliche piu’ frequentate dai cittadini, vicino ad una scuola, una palazzina a tre piani va in rovina. Un tempo era un Sert, dove andavano i tossicodipendenti a curarsi. Oggi cade in pezzi. In molti punti mancano le ringhiere. Ed i ragazzi ci vanno a giocare e a scrivere sui muri. A pochi metri, altalene e cavallucci nel parco pubblico più rinomanto della città.

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