Tutti a casa, parla la crisi

Per la prima volta da 15 anni, sono piu’ gli italiani che sono rimasti a casa (51%), rispetto a quelli che sono andati in vacanza (49%). Ricorderemo questa estate 2012 come la piu’ parsimoniosa degli ultimi decenni. Piange il portafogli e piangono gli operatori del turismo, che registrano cali spaventosi per presenze e fatturati.  A giugno e luglio le spiagge erano semi-deserte (dati SIB – Sindacato italiano balneari): brevi vacanze durante il week end, stabilimenti vuoti nei giorni feriali.  

D’altronde, a giugno gli italiani hanno pagato l’Imu, a luglio il Modello Unico. E’ rimasto giusto agosto per spendere un po’ di soldi (non troppi, altre scadenze incombono). E, tra aumento dei carburanti, delle autostrade e dei ristoranti, cosa hanno scelto gli italiani? Case in affitto, hotel due stelle, al massimo un agriturismo (i dati sono di Assoedilizia), le uniche strutture che registrano incrementi rispetto all’anno scorso.

La situazione e’ stata disastrosa fino ad oggi anche in Liguria, Sardegna e Romagna (lo dice Assoturismo). Ma la tendenza al ribasso c’e’ stata anche in posti meno cari, come Calabria e Abruzzo.

Certo, e’ la crisi che si fa sentire. E la necessita’ di risparmiare per i prossimi mesi.

Forse, e’ proprio in questi momenti che si riscoprono cose belle: la spiaggia vicino casa, dove un tempo si giocava a carte il pomeriggio con gli amici o la casa in campagna chiusa da anni. Si rispolverano vecchie e sane abitudini per trascorrere il tempo (con la famiglia, con gli amici, da soli). Si legge di piu’, si mangia meglio. Si impara anche a convivere con momenti di noia, esercizio utile in tempi di individualismo e narcisismo esasperato. Ci si abitua a sorridere un po’ di piu’ e a star bene con un po’ meno. 

Malgrado tutto, approfittiamo della crisi, ha molto da insegnarci.

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