Lucchetti dell’amore, orevuar!

Il decoro prima dell’imbratto sentimentale. L’ordine prima della catarsi collettiva dell’amore.

Con la solennita’ di un’operazione chirurgica e la poesia di una rottamazione, i lucchetti di Ponte Milvio sono stati scardinati oggi a Roma. Operatori dell’Ama come testimoni di promesse spezzate: tronchesi alla mano, hanno proceduto al disincanto terapeutico. Non tutti si sono salvati (i lucchetti, s’intende).

Il piu’ antico dei ponti romani perde cosi’ il suo romanticismo rappresentativo, ma per volonta’ popolare.

I simboli dell’amore sono diventati un cult grazie al libro di Federico Moccia, “Tre metri sopra il cielo”. Oltre a non piacere a tutti, pero’, da un po’ erano anche tre metri vicino allo spaccio.

Per non perdere la location dell’amore, e per rimanere in tema, la proposta iniziale era di spostarli tre metri sotto al ponte, incatenati agli argini del Lungotevere, con panorama sulle nutrie…

Ma dalle cugine Firenze, Parigi, Berlino, Londra, tutti gli innamorati si interrogano: che fine faranno questi lucchetti? Tra le ipotesi c’è quella del Museo Preistorico Etnografico Pigorini.

Intanto, in attesa di una nuova destinazione performante, saranno chiusi dentro ad un magazzino della Capitale. Ironia della sorte, con un lucchetto.

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