Handicap, il diritto di esistere

Prendere un mezzo pubblico, andare in edicola, entrare in libreria. Azioni quotidiane, che diventano troppo spesso un percorso ad ostacoli per una persona disabile.

Roma centro. Andiamo con una persona in carrozzina alla fermata dell’autobus, in prossimità di Piazza Venezia. Lui è bello e grosso. Si vede tra i passeggeri in attesa. Eppure, molto autisti fanno finta che non esista. E tirano dritto. Malgrado il logo ai lati delle portiere centrali del bus, che indica chiaramente la dotazione di ausilii per disabili.

Dovrebbe esserci una pedana, che all’occorrenza scenda giu’ dalla porta centrale, per consentire l’accesso a carrozzine e passeggini. Spesso non c’è. E, quando c’è, non funziona. Addirittura un autista, al quale viene fatto notare mentre tira dritto, che il mezzo è dotato di ausilii per disabili, chiede: “Ma ce l’ho io la pedana?”. Beh, se non lo sa lei, che dovrebbe, in un paese civile, anche scendere e aiutare il passeggero in carrozzina…

Ad ogni modo, la pedana non funziona. E il passeggero, comunque, rimane a terra.

Barriere continue. Per entrare nei luoghi di culto, in chiesa come alla moschea. Per andare in un negozio qualunque a comprare una cosa qualunque.  Per accedere ad un centralissimo hotel 4 stelle in Via Veneto. E, se il livello di civiltà nel centro della Capitale è questo, non osiamo immaginare la situazione in periferia, dove non circolano neppure i turisti…

Diritti negati. Perchè svolgere una di queste azioni fa parte della quotidianità di ognuno, nessuno escluso. Davanti alle lunghe scalinate per accedere alle gallerie, agli scivoli che non ci sono vicino ai semafori, ai sampietrini che impediscono il passaggio a carrozzine e passeggini, ci assale davvero un senso di impotenza.

Non è possibile guardare all’ingresso (gradini in discesa) per la metro di Piazza Barberini come ad un’impresa eroica.

Un’emozione prende il posto di un’altra. Invece dell’impotenza, è arrivata la rabbia.

2 pensieri riguardo “Handicap, il diritto di esistere

  1. salve…leggo sempre con molto rammarico queste notizie…sono madre di una ragazza disabile e posso dire che in periferia la situazione è la stessa del centro di Roma…inciviltà e menefreghismo sono ovunque.

    1. Ha ragione, Signora Angela. Si prova grande rammarico di fronte ad inciviltà, mancanza di servizi e di rispetto. La società dovrebbe proteggerci da questo, non esporci senza protezione. Ma non dobbiamo arrenderci, nè demotivarci. Ci sono anche molte persone di buon cuore, che con un sorriso provano a colmare le lacune. Ne ho incontrate tante ed ognuna di loro mi ha insegnato il valore della gentilezza e della sensibilità, allargandomi un po’ il cuore davanti all’indignazione provata e facendomi sentire parte di un tutto importante: il pianeta degli esseri umani.
      Un grande abbraccio a lei e a sua figlia.

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