La libreria di Tor Bella Monaca

E’ diventata il simbolo del riscatto di un quartiere considerato ai margini di Roma. A due passi dalla piazza dello spaccio, lei sta lì. Solida senza essere presuntuosa, accessibile senza perdere la sua esclusività. Si trasforma ogni volta che ci entri. Appena inaugurata, era vestita a festa, austera nel suo richiamo alla cultura, docile. Ad ogni occasione indossa un abito. E’ così che diventa salotto letterario per le presentazioni dei libri, con l’ampio locale riempito da sedute e sorrisi. Poche ore dopo può diventare rock, con i suoi gruppi musicali esordienti in cerca di gloria. Ma anche hippy, con l’angolo magico delle foto per tutti ed una maglietta, che vaga come una mina impazzita sopra ad un tutù, con su scritto “Mr Big”, richiamo all’affascinante protagonista della serie Sex&theCity. Sa essere anche lieto giardino d’infanzia, con le sue iniziative dedicate ai più piccoli.La Booklet (l’outlet dei libri) Le Torri è La libreria. Tor Bella Monaca non ne ha mai avuta una. “Che ce dobbiamo fa’? – mi disse un suo abitante quando andai per un servizio – qui entramo e uscimo de galera”. E invece no. Chi ama Torbella, come chi ha fortemente voluto questo locale, sa che la sua anima è molto più di quello. Che qualunque forma di riscatto passa attraverso la cultura e l’accoglienza. Oltre che la cultura dell’accoglienza.

Alessandra gioca con la vita e le sorride felice ogni volta che ha un’iniziativa folle. La notte bianca della lettura, messa in piedi con un gruppo di amici. Nomi altisonanti che presentano libri… I big, li chiama lei… Che forse non si rende conto di quanto big sia il suo impegno sociale, il suo sorriso, il suo amore per un territorio ferito. Booklet Le Torri risplende della sua luce e della sua voglia di vivere contagiosa. Stasera la libreria prende ancora un’altra veste. Dietro il tocco lieve della bacchetta magica di Alessandra, diventa La casa della festa. Dell’amicizia. Del sorriso. Dell’accoglienza. Insieme ai volontari di Sant’Egidio, accoglierà gli abitanti del quartiere, i migranti, i meno fortunati, gli anziani, i dimenticati, le persone sole. Un cenone tra i libri. Come una vera famiglia. Quella che tutti dovrebbero avere, almeno nei giorni di festa.

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