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	Commenti a: Controlli fuori controllo	</title>
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	<description>Mindfulness &#38; Journalism</description>
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		<title>
		Di: Isabella Schiavone		</title>
		<link>https://www.isabellaschiavone.com/controlli-fuori-controllo/#comment-1491</link>

		<dc:creator><![CDATA[Isabella Schiavone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 10:05:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.isabellaschiavone.com/controlli-fuori-controllo/#comment-1450&quot;&gt;Toia Rossana&lt;/a&gt;.

Carissima Rossana,
sa che le dico? Che non so se per il regolamento dell&#039;Inps lei abbia ragione, ma che ha tutta la mia solidarietà. La sua lettera mi ha sinceramente addolorata, per la sua mamma e per tutti noi. Purtroppo non è la prima che ricevo e sono tutte dello stesso tenore. Raccontano storie amare, percorsi di fatica e sofferenza per far valere i propri diritti in una situazione già di per sé dolorosa. 
Conta qualcosa dirle che vi sono vicina? Probabilmente poco. Sappiate, allora, che vorrei continuare ad occuparmi di queste situazioni, in un modo o nell&#039;altro. 
Non vi arrendete, colgo l&#039;occasione per dirlo a tutti.  
Intanto, un abbraccio a mamma Marina e a lei.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.isabellaschiavone.com/controlli-fuori-controllo/#comment-1450">Toia Rossana</a>.</p>
<p>Carissima Rossana,<br />
sa che le dico? Che non so se per il regolamento dell&#8217;Inps lei abbia ragione, ma che ha tutta la mia solidarietà. La sua lettera mi ha sinceramente addolorata, per la sua mamma e per tutti noi. Purtroppo non è la prima che ricevo e sono tutte dello stesso tenore. Raccontano storie amare, percorsi di fatica e sofferenza per far valere i propri diritti in una situazione già di per sé dolorosa.<br />
Conta qualcosa dirle che vi sono vicina? Probabilmente poco. Sappiate, allora, che vorrei continuare ad occuparmi di queste situazioni, in un modo o nell&#8217;altro.<br />
Non vi arrendete, colgo l&#8217;occasione per dirlo a tutti.<br />
Intanto, un abbraccio a mamma Marina e a lei.</p>
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		<title>
		Di: Toia Rossana		</title>
		<link>https://www.isabellaschiavone.com/controlli-fuori-controllo/#comment-1450</link>

		<dc:creator><![CDATA[Toia Rossana]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 22:46:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile signora Schiavone, la storia della mia mamma è una delle tante, anzi purtroppo troppe, che le lasciano l&#039;amaro in bocca, ma vorrei raccontargliela lo stesso.
Marina è una dolce mamma e nonna di 73 anni il prossimo 8 ottobre, 
La sua conoscenza con la malattia di Parkinson, comincia molto presto nella sua vita, dato che, da piccola, ricorda la sua nonna sofferente di questa patologia, più avanti uno zio paterno ,figlio della nonna, poi un cugino giovanissimo  (nel suo caso la malattia è insorta a 29 anni) e poi anche lei comincia ad avvertirne i sintomi dopo gravi problemi famigliari. Era il 1991 e aveva 50 anni! Ha saputo da sola di avere il Parkinson, ma all&#039;inizio il nostro medico di famiglia, come si diceva ancora allora, non voleva ammetterlo, forse perchè la conosceva da una vita. Dopo due anni i sintomi peggioravano e ricordo di averla portata privatamente da un neurologo che dopo averla visitata, fatta camminare e scrivere le ha confermato i suoi sospetti. Sì soffriva di Malattia di Parkinson e le parole del medico furono :-Signora, lei si è fatta la diagnosi da sola...Negli anni è peggiorata, naturalmente, ma in una forma graduale e lenta grazie ai tanti farmaci che deve assumere durante tutta la sua giornata. Tutt&#039;ora, con questi farmaci e la sua tenacia, si può considerare ancora autosufficiente, anche se da molto tempo ha dei momenti off (fine terapia), in cui si blocca quasi completamente nei movimenti, ed in cui ne risente anche la sua concentrazione, mentre quando è in fase attiva, sebbene abbia un po&#039; di cinesia, (movimenti inconsulti) fa e disfa tutta la casa, sprona  me a fare lo stesso, mi da un coraggio che non so dove lo trova... insomma è iperattiva, tanto che mi sembra doppata e forse lo è davvero!
Ma veniamo al dunque, la prima visita per poter percepire una pensione di invalidità è stata fatta quando compiva 61 anni, ben dopo 11 anni dall&#039; insorgere del problema, dopo la solita visita cartacea e non fisica le hanno riconosciuto il 70% di invalidità, senza corrisponderle niente in soldi.La Malattia continua ad essere più invalidante e dopo altri tre anni, all&#039;inizio del 2006 proviamo a chiedere un&#039;altra visita per verificarne l&#039;aggravamento, le danno risposta dopo quattro mesi, nel frattempo Marina cade, riportando una frattura scomposta di tibia e perone alla gamba destra.
E&#039; ancora in ospedale, quando viene chiamata per fare la suddetta visita, ma non potendosi presentare, rischia di perdere il riesame del suo caso. Mi presento io davanti alla commissione spiegando l&#039;accaduto e riferisco che se la vogliono visitare possono salire di un piano così da poterlo fare, dato che si trovano nello stesso padiglione di ospedale. Preferiscono posticipare la visita a quando si sarà rimessa. Siamo a maggio, a ottobre di quell&#039;anno Marina compirà 65 anni e non potrà più usufruire della pensione di invalidità civile perchè a quell&#039;età, dovrebbe percepire la pensione di anzianità, che essendo casalinga e non avendo mai lavorato, non gli verrà corrisposta. A questa mia osservazione mi si risponde che è tutto a posto perchè si terrà conto della data di inizio anno, cioè quando è iniziata la pratica di aggravamento. La mamma rimane ferma sulla carrozzina 5 mesi, fa la visita e le concedono una invalidità del 90% e un assegno Inps di 324,00 euro. Non la chiamano più a nessun controllo e la cosa va avanti fino a marzo 2013, quando le revocano tutta la sua pensione di invalidità perchè l&#039;anno precedente muore il marito, mio padre, e percependo 700,00 euro circa di reversibilità, non ha più diritto alla sua. Non solo, ma deve restituire l&#039;intero anno 2012 in rate di 126,00 euro mensili (trattenute alla fonte) per tre anni. 
Ora deve sopravvivere e curarsi con 594,00 euro mensili! Ha la sua casa di proprietà &quot;fatta su &quot; a sacrifici e niente altro, visto che i suoi pochi risparmi li ha usati per i funerali di mio padre e di mio fratello deceduti a  pochi mesi di distanza. La mia mamma dopo quello che ha passato ha dovuto piangere anche per L&#039;Inps!
Ora... non sono neanche più arrabbiata, sono solo molto delusa, rassegnata al peggio, e demoralizzata da morire. 
Probabilmente non si può fare niente per questa situazione, ma posso rubarle ancora un po&#039; di pazienza per dirle una cosa? Mamma Marina è ancora malata e lo sarà sempre di più anche se il mio papà è morto e in quanto a questo dovrebbe percepire la sua pensione di invalidità per diritto e non solo quella del papà che ha lavorato e versato contributi tutta la sua vita.
Mi scusi questo mio lungo sfogo
Una figlia amareggiata di questa nostra triste e bellissima Italia. Un abbraccio Rossana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signora Schiavone, la storia della mia mamma è una delle tante, anzi purtroppo troppe, che le lasciano l&#8217;amaro in bocca, ma vorrei raccontargliela lo stesso.<br />
Marina è una dolce mamma e nonna di 73 anni il prossimo 8 ottobre,<br />
La sua conoscenza con la malattia di Parkinson, comincia molto presto nella sua vita, dato che, da piccola, ricorda la sua nonna sofferente di questa patologia, più avanti uno zio paterno ,figlio della nonna, poi un cugino giovanissimo  (nel suo caso la malattia è insorta a 29 anni) e poi anche lei comincia ad avvertirne i sintomi dopo gravi problemi famigliari. Era il 1991 e aveva 50 anni! Ha saputo da sola di avere il Parkinson, ma all&#8217;inizio il nostro medico di famiglia, come si diceva ancora allora, non voleva ammetterlo, forse perchè la conosceva da una vita. Dopo due anni i sintomi peggioravano e ricordo di averla portata privatamente da un neurologo che dopo averla visitata, fatta camminare e scrivere le ha confermato i suoi sospetti. Sì soffriva di Malattia di Parkinson e le parole del medico furono :-Signora, lei si è fatta la diagnosi da sola&#8230;Negli anni è peggiorata, naturalmente, ma in una forma graduale e lenta grazie ai tanti farmaci che deve assumere durante tutta la sua giornata. Tutt&#8217;ora, con questi farmaci e la sua tenacia, si può considerare ancora autosufficiente, anche se da molto tempo ha dei momenti off (fine terapia), in cui si blocca quasi completamente nei movimenti, ed in cui ne risente anche la sua concentrazione, mentre quando è in fase attiva, sebbene abbia un po&#8217; di cinesia, (movimenti inconsulti) fa e disfa tutta la casa, sprona  me a fare lo stesso, mi da un coraggio che non so dove lo trova&#8230; insomma è iperattiva, tanto che mi sembra doppata e forse lo è davvero!<br />
Ma veniamo al dunque, la prima visita per poter percepire una pensione di invalidità è stata fatta quando compiva 61 anni, ben dopo 11 anni dall&#8217; insorgere del problema, dopo la solita visita cartacea e non fisica le hanno riconosciuto il 70% di invalidità, senza corrisponderle niente in soldi.La Malattia continua ad essere più invalidante e dopo altri tre anni, all&#8217;inizio del 2006 proviamo a chiedere un&#8217;altra visita per verificarne l&#8217;aggravamento, le danno risposta dopo quattro mesi, nel frattempo Marina cade, riportando una frattura scomposta di tibia e perone alla gamba destra.<br />
E&#8217; ancora in ospedale, quando viene chiamata per fare la suddetta visita, ma non potendosi presentare, rischia di perdere il riesame del suo caso. Mi presento io davanti alla commissione spiegando l&#8217;accaduto e riferisco che se la vogliono visitare possono salire di un piano così da poterlo fare, dato che si trovano nello stesso padiglione di ospedale. Preferiscono posticipare la visita a quando si sarà rimessa. Siamo a maggio, a ottobre di quell&#8217;anno Marina compirà 65 anni e non potrà più usufruire della pensione di invalidità civile perchè a quell&#8217;età, dovrebbe percepire la pensione di anzianità, che essendo casalinga e non avendo mai lavorato, non gli verrà corrisposta. A questa mia osservazione mi si risponde che è tutto a posto perchè si terrà conto della data di inizio anno, cioè quando è iniziata la pratica di aggravamento. La mamma rimane ferma sulla carrozzina 5 mesi, fa la visita e le concedono una invalidità del 90% e un assegno Inps di 324,00 euro. Non la chiamano più a nessun controllo e la cosa va avanti fino a marzo 2013, quando le revocano tutta la sua pensione di invalidità perchè l&#8217;anno precedente muore il marito, mio padre, e percependo 700,00 euro circa di reversibilità, non ha più diritto alla sua. Non solo, ma deve restituire l&#8217;intero anno 2012 in rate di 126,00 euro mensili (trattenute alla fonte) per tre anni.<br />
Ora deve sopravvivere e curarsi con 594,00 euro mensili! Ha la sua casa di proprietà &#8220;fatta su &#8221; a sacrifici e niente altro, visto che i suoi pochi risparmi li ha usati per i funerali di mio padre e di mio fratello deceduti a  pochi mesi di distanza. La mia mamma dopo quello che ha passato ha dovuto piangere anche per L&#8217;Inps!<br />
Ora&#8230; non sono neanche più arrabbiata, sono solo molto delusa, rassegnata al peggio, e demoralizzata da morire.<br />
Probabilmente non si può fare niente per questa situazione, ma posso rubarle ancora un po&#8217; di pazienza per dirle una cosa? Mamma Marina è ancora malata e lo sarà sempre di più anche se il mio papà è morto e in quanto a questo dovrebbe percepire la sua pensione di invalidità per diritto e non solo quella del papà che ha lavorato e versato contributi tutta la sua vita.<br />
Mi scusi questo mio lungo sfogo<br />
Una figlia amareggiata di questa nostra triste e bellissima Italia. Un abbraccio Rossana.</p>
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