Rallentare, portare l’attenzione al respiro, ascoltare il corpo, abitare pienamente il momento presente. Quello di Emiliano Toso e Valentina Wilhelm, più che un concerto, è un’esperienza immersiva che richiama da vicino alcune pratiche della mindfulness. Una proposta musicale che nasce dall’incontro tra la formazione di Toso nella biologia molecolare e una ricerca orientata alla consapevolezza.

Il progetto Spirito Libero si colloca in una zona ibrida, al confine tra performance musicale, rituale contemporaneo e pratica contemplativa. Il pianoforte accordato a 432 Hz, cifra identitaria del lavoro di Toso, incontra il violino in una trama sonora che rinuncia alla spettacolarità per privilegiare intensità, sospensione e ascolto profondo. Il pubblico non viene soltanto invitato ad ascoltare, ma ad entrare in una dimensione più lenta, ricettiva, quasi meditativa.

La cifra distintiva di questi appuntamenti è la relazione tra palco e platea. Non c’è una separazione rigida tra chi suona e chi assiste: le persone possono avvicinarsi agli strumenti, salire sul palco, sdraiarsi sotto il pianoforte, toccarne la cassa armonica, percepirne le vibrazioni. Il suono, in questo contesto, non resta confinato all’udito, ma coinvolge il corpo e sollecita una p

artecipazione sensoriale totale. In questa apertura del dispositivo performativo si coglie uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Toso e Wilhelm: la musica non come oggetto da fruire, ma come spazio da abitare.

Intorno al lavoro di Toso si è consolidata nel tempo una riflessione che mette in dialogo musica, benessere e dimensione interiore. I suoi concerti si presentano come momenti di rallentamento in un quotidiano dominato da velocità, distrazione e stimoli continui. In questo senso, l’esperienza sonora si avvicina a una pratica di presenza consapevole: non evasione, ma ricentratura.

È proprio qui che il legame con la mindfulness diventa più evidente. Come nelle pratiche di consapevolezza, l’attenzione viene riportata al qui e ora, alle sensazioni fisiche, alla qualità del respiro, alla percezione del tempo che cambia. La musica diventa così uno strumento per sospendere il flusso dei pensieri, alleggerire la tensione e favorire un ascolto più profondo di sé. La dimensione immersiva dell’evento non ha nulla di tecnologico o spettacolare: si fonda piuttosto su una sottrazio

ne, su una qualità dell’attenzione condivisa che restituisce alla musica una funzione quasi ambientale, capace di accogliere e trasformare la percezione.

In questo percorso, il contributo di Valentina Wilhelm risulta centrale. Il violino accompagna e amplia la tessitura del pianoforte, aggiungendo intensità emotiva e profondità espressiva. Tra i due musicisti emerge una sintonia evidente, fatta di sguardi, pause e ascolto reciproco, che rafforza la qualità raccolta dell’esibizione e ne accentua la dimensione relazionale.

La forza di Spirito Libero sta proprio in questa sospensione dei confini: tra arte e benessere, tra esecuzione e rituale, tra fruizione estetica e pratica di consapevolezza. In un tempo dominato dalla saturazione degli stimoli e dalla velocità della risposta, l’esperienza proposta da Emiliano Toso e Valentina Wilhelm rivendica la possibilità di una soglia diversa: quella in cui la musica non intrattiene, ma dispone all’ascolto di sé, degli altri, del presente.

Scritto da:

Isabella Schiavone

Giornalista professionista, scrittrice, istruttrice Mindfulness. Da luglio 2022 vice caporedattrice presso la redazione discipline olimpiche e paralimpiche di Rai Sport. Dal 2002 a giugno 2022 al Tg1, prima ad Uno Mattina, poi come inviata a Tv7 – Speciali, infine nella redazione Ambiente – Società – Sport come caposervizio.

Appassionata di inchieste sociali, ambientali e di storie di vita. Impegnata nel terzo settore.

Sono laureata in Sociologia a La Sapienza di Roma, specializzata in Giornalismo alla Luiss Guido Carli. Ho frequentato un corso di perfezionamento per inviati in aree di crisi della Fondazione Cutuli, che mi ha portato in Libano e in Kosovo embedded.

Ho iniziato a lavorare presto nelle radio e nelle tv locali, ho scritto per l’Ansaweb, per Redattore Sociale e per il Gruppo L’Espresso, mossa anche dalla passione per la multimedialità e l’online. Ho avuto il primo contratto in Rai al Giornale Radio, ho lavorato nella redazione Esteri del Tg2 e a Rai Educational, quando ero ancora universitaria.

Ho condotto la rubrica Tendenze del Tg1.

Ho vinto il Premio Luchetta Hrovatin nel 2006, con un’inchiesta sulla droga a Scampia andata in onda a Tv7 – Speciali Tg1. Ho ricevuto nel 2016 il Premio Pentapolis – Giornalisti per la Sostenibilità, in collaborazione con Ispra, Ministero dell’Ambiente, Lumsa e FNSI. A maggio 2017 un mio servizio andato in onda al Tg1, sul riconoscimento delle unioni civili, è stato premiato da Diversity Media Awards, grazie al lavoro dell’Osservatorio di Pavia, come miglior servizio andato in onda sulla diversità. A settembre 2018 ho ricevuto il Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti nella categoria giornalismo. A maggio 2019 un mio servizio sull’autismo è stato candidato ai Diversity Media Awards. Da maggio 2022 sono Ambasciatrice Telefono Rosa per il mio impegno in difesa dei diritti delle donne e a sostegno dei minori.

In oltre 20 anni ho realizzato, per il Tg1, numerose inchieste e reportage di denuncia sociale.

Ho insegnato “Teoria e tecnica del giornalismo televisivo” all’Università di Tor Vergata e ho ricoperto il ruolo di docente, per i giornalisti, nel processo di digitalizzazione del Tg1.

Amo e frequento l’Africa, dove ho realizzato due documentari autoprodotti, di cui uno girato con lo smartphone, andati in onda su Rai Uno.

A giugno 2017 è uscito il mio romanzo d’esordio, proposto al Premio Strega 2018, Lunavulcano (Lastaria Edizioni), i cui diritti d’autore sono devoluti in beneficenza in Africa. A settembre 2017 Lunavulcano ha vinto il Premio “Un libro per il cinema“, dedicato alla memoria di Paolo Villaggio, organizzato dall’Isola del Cinema di Roma.

A settembre 2020 è uscito Fiori di Mango (Lastaria Edizioni), proposto al Premio Strega 2021.

E’ di maggio 2024 il saggio “Pratico, ergo sum” (Mimesis Edizioni), con prefazione di Vito Mancuso, una guida gentile per rivoluzionare la società con la meditazione e il Tai Chi Chuan. L'ultimo libro è un saggio/inchiesta dal titolo "Lavoro tossico", Nutrimenti Edizioni.

Sono Istruttrice Mindfulness (o pratica dell’attenzione consapevole) e protocollo Mbsr (Mindfulness Based Stress Reduction) con diploma rilasciato da Sapienza Università di Roma e dal Center for Mindfulness della University of California of San Diego – in collaborazione con Italia Mindfulness – nell’ambito del Master universitario di II livello “Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze” (110 e lode).
Conduco gruppi di meditazione in presenza e online. Le mie aree di intervento sono: protocollo Mbsr, mindfulness aziendale, interventi mindfulness based individuali. Organizzo eventi di pratica con diverse realtà, tra cui Italia Mindfulness.

Pratico meditazione Vipassana da quasi un ventennio con Neva Papachristou e Corrado Pensa. Partecipo regolarmente ad intensivi e ritiri residenziali di varia lunghezza. Nel corso degli anni ho partecipato a numerosi ritiri di meditazione e ho seguito gli insegnamenti di diversi maestri tra cui Mario Thanavaro, Dario Doshin Girolami, Pablo D'Ors, Frank Ostaseski, Henk Barendregt, Ajahn Chandapalo.

Dal 2019 pratico Tai Chi Chuan stile Yang con Anna Siniscalco e dal 2023 Yoga con Silvia Mileto.