Ecomostri. Scheletri di cemento, che troneggiano nel bel mezzo di paesaggi, nel centro delle città, vicino a complessi residenziali. Accade in Italia, nel cosiddetto Belpaese. L’inchiesta inizia vicino a Milano, a Riozzo. Un fantasma di cemento nel mezzo di un centro residenziale. Un cimitero chimico militare di 50.000 mq, inaugurato nel ’43 da Mussolini. Doveva produrre aggressivi chimici per diventare l’arsenale dell’Italia fascista, fiore all’occhiello del Duce.
La fabbrica chiude nel ’63, viene poi utilizzata per esercitazioni militari fino al 2001. Da allora è in totale stato di degrado e di abbandono. Edifici fatiscenti, ferraglie, macerie, pneumatici, rovi, vasche, pozzi. Sotto potrebbe esserci una miniera di veleni. Sulle pareti delle strutture pericolanti si vede il fumo della produzione di gas. Non si sa perchè lo Stato non abbia ancora autorizzato le analisi del terreno.
Invece che bonificare ed abbattere l’ecomostro, tutto intorno è sorto un centro residenziale negli anni ’70. C’è chi ha l’orto confinante con le vasche di decantazione piene di acqua stagnante.
La zona è già tristemente nota per gli inquinanti nel Lambro. Negli anni ’30 a Melegnano nasceva la fabbrica chimica Dr. Saronio. Nel ’37 veniva censita come Fabbrica colori e chimica offensiva. Produceva coloranti e faceva lavorare migliaia di persone. Ha lasciato un’eredità: decine di casi di cancro alla vescica tra gli operai.
Tutti gli scarti di produzione chimica venivano convogliati nel fiume o riversati nei campi limitrofi all’industria. La TAV Milano Roma sorge proprio su una discarica chimica scoperta durante i lavori di realizzazione dei sovrappassi ferroviari.
E’ possibile che la produzione avviata a Melegnano sia proseguita, poi, nella fabbrica di Riozzo.

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Isabella Schiavone

Giornalista professionista. Dal 2002 al Tg1, prima ad Uno Mattina, poi come inviata a Tv7 – Speciali, ora nella redazione Ambiente – Società come Caposervizio.

Appassionata di inchieste sociali, ambientali e di storie di vita. Impegnata nel terzo settore.

Sono laureata in Sociologia a La Sapienza di Roma, specializzata in Giornalismo alla Luiss Guido Carli e ho frequentato un corso di perfezionamento per inviati in aree di crisi della Fondazione Cutuli, che mi ha portato in Libano e in Kosovo con l’esercito.

Ho iniziato a lavorare presto nelle radio e nelle tv locali, ho scritto per l’Ansaweb, per Redattore Sociale e per il Gruppo L’Espresso, mossa anche dalla passione per la multimedialità e l’online. Ho avuto il primo contratto in Rai al Giornale Radio, ho lavorato nella redazione Esteri del Tg2 e a Rai Educational, quando ero ancora universitaria.

Ho condotto la rubrica Tendenze del Tg1.

Ho vinto il Premio Luchetta Hrovatin nel 2006, con un’inchiesta sulla droga a Scampia. Ho ricevuto nel 2016 il Premio Pentapolis – Giornalisti per la Sostenibilità, in collaborazione con Ispra, Ministero dell’Ambiente, Lumsa e FNSI. A maggio 2017 un mio servizio sul riconoscimento delle unioni civili è stato premiato da Diversity Media Awards, grazie al lavoro dell’Osservatorio di Pavia, come miglior servizio andato in onda sulla diversità. A settembre 2018 ho ricevuto il Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti nella categoria giornalismo. A maggio 2019 un mio servizio sull’autismo è stato candidato ai Diversity Media Awards. Da maggio 2022 sono Ambasciatrice Telefono Rosa per l'impegno in difesa dei diritti delle donne e a sostegno dei minori.

Amo e frequento l’Africa, dove ho realizzato due documentari autoprodotti, di cui uno girato con lo smartphone, andati in onda su Rai Uno.

A giugno 2017 è uscito il mio romanzo d’esordio, proposto al Premio Strega 2018, Lunavulcano (Lastaria Edizioni), i cui diritti d’autore sono devoluti in beneficenza in Africa (per informazioni potete contattarmi sul blog o anche sulla mia pagina Facebook). A settembre 2017 Lunavulcano ha vinto il Premio “Un libro per il cinema“, dedicato alla memoria di Paolo Villaggio, organizzato dall’Isola del Cinema di Roma.

A settembre 2020 è uscito Fiori di Mango (Lastaria Edizioni), proposto al Premio Strega 2021.

Ho insegnato “Teoria e tecnica del linguaggio televisivo” all’Università di Tor Vergata e ho ricoperto il ruolo di docente, per i giornalisti, nel processo di digitalizzazione del Tg1.

Sono Istruttrice certificata Mindfulness (o pratica dell’attenzione consapevole) e protocollo Mbsr (Mindfulness Based Stress Reduction) con diploma rilasciato da Sapienza Università di Roma e dal Center for Mindfulness della University of California of San Diego nell’ambito del Master universitario di II livello “Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze”. Pratico meditazione Vipassana dal 2013, con esperienze di intensivi e ritiri residenziali. Dal 2019 pratico anche il Tai Chi Chuan stile Yang.

Appassionata di cucina naturale e biologica, a causa di molte intolleranze ho un'alimentazione molto controllata e quasi del tutto priva di prodotti di origine animale. Qui condivido molte ricette che ho sperimentato negli anni, adatte a vegani, vegetariani, celiaci, a chi soffre di intolleranze varie e a chi è a dieta.