La ricetta giusta per un’improvvisa voglia di torta al cioccolato adatta a vegani, celiaci o intolleranti (anche alla dieta, volendo!). Tre i tipi di farina senza glutine che ho usato:

– farina di riso bio: dal sapore molto delicato e facilmente abbinabile ad altri tipi di farina. Si ottiene dalla macinazione del riso, privato delle impurità. Esiste anche in versione integrale: ha un sapore più intenso e granuloso e  un alto valore nutritivo.

– farina di mandorle bio: naturalmente priva di glutine, si può produrre facilmente anche da soli macinando finemente le mandorle, pelate o no.

– maizena o amido di mais: usato di solito per addensare e per rendere più leggeri i dolci. Mescolata ad altre farine può sostituire la farina di grano per celiaci e intolleranti al glutine.

Torta vegana e senza glutine al cioccolato, pere e mandorle
Torta vegana e senza glutine al cioccolato, pere e mandorle

Per sfornare la vegcioccolatosa, ho usato questi ingredienti:

100 gr di farina di riso bio

30 gr di farina di mandorle bio

20 gr di maizena

(per chi non ha problemi con il glutine, si può usare direttamente la farina 00)

90 gr di zucchero di canna integrale bio

20 gr di cacao amaro in polvere bio

150 ml di acqua (o di latte di soia o di riso; io ho usato l’acqua)

2 cucchiai di olio evo

1 bustina di cremor tartaro (o polvere lievitante bio per chi non ha problemi con il lievito)

1 pera e 1/2

mandorle bio in scaglie

Procedimento: Scaldate il forno fino a che non avrà raggiunto una temperatura di 180 gradi. Versate in un contenitore le farine e mescolatele. Aggiungete lievito e cacao in polvere, sempre mescolando. Aggiungete  zucchero, olio, acqua e girate con una frusta (elettrica o manuale che sia) fino ad ottenere un composto liscio senza grumi. Foderate uno stampo con carta da forno, versate il composto e livellatelo leggermente. Aggiungete sopra le pere tagliate a fette e, se vi piacciono, le mandorle in scaglie. Infornate per 35′ a 180 gradi.

Fate raffreddare prima di servire (non tanto perchè non fa esattamente bene al pancino, quanto perchè la pera non raffreddata potrebbe rendere il dolce troppo morbido in alcuni punti! Come lo so?!? Ehm…).

 

Scritto da:

Isabella Schiavone

Giornalista professionista. Dal 2002 al Tg1, prima ad Uno Mattina, poi come inviata a Tv7 – Speciali, ora nella redazione Ambiente – Società come Caposervizio.

Appassionata di inchieste sociali, ambientali e di storie di vita. Impegnata nel terzo settore.

Sono laureata in Sociologia a La Sapienza di Roma, specializzata in Giornalismo alla Luiss Guido Carli e ho frequentato un corso di perfezionamento per inviati in aree di crisi della Fondazione Cutuli, che mi ha portato in Libano e in Kosovo con l’esercito.

Ho iniziato a lavorare presto nelle radio e nelle tv locali, ho scritto per l’Ansaweb, per Redattore Sociale e per il Gruppo L’Espresso, mossa anche dalla passione per la multimedialità e l’online. Ho avuto il primo contratto in Rai al Giornale Radio, ho lavorato nella redazione Esteri del Tg2 e a Rai Educational, quando ero ancora universitaria.

Ho condotto la rubrica Tendenze del Tg1.

Ho vinto il Premio Luchetta Hrovatin nel 2006, con un’inchiesta sulla droga a Scampia. Ho ricevuto nel 2016 il Premio Pentapolis – Giornalisti per la Sostenibilità, in collaborazione con Ispra, Ministero dell’Ambiente, Lumsa e FNSI. A maggio 2017 un mio servizio sul riconoscimento delle unioni civili è stato premiato da Diversity Media Awards, grazie al lavoro dell’Osservatorio di Pavia, come miglior servizio andato in onda sulla diversità. A settembre 2018 ho ricevuto il Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti nella categoria giornalismo. A maggio 2019 un mio servizio sull’autismo è stato candidato ai Diversity Media Awards. Da maggio 2022 sono Ambasciatrice Telefono Rosa per l'impegno in difesa dei diritti delle donne e a sostegno dei minori.

Amo e frequento l’Africa, dove ho realizzato due documentari autoprodotti, di cui uno girato con lo smartphone, andati in onda su Rai Uno.

A giugno 2017 è uscito il mio romanzo d’esordio, proposto al Premio Strega 2018, Lunavulcano (Lastaria Edizioni), i cui diritti d’autore sono devoluti in beneficenza in Africa (per informazioni potete contattarmi sul blog o anche sulla mia pagina Facebook). A settembre 2017 Lunavulcano ha vinto il Premio “Un libro per il cinema“, dedicato alla memoria di Paolo Villaggio, organizzato dall’Isola del Cinema di Roma.

A settembre 2020 è uscito Fiori di Mango (Lastaria Edizioni), proposto al Premio Strega 2021.

Ho insegnato “Teoria e tecnica del linguaggio televisivo” all’Università di Tor Vergata e ho ricoperto il ruolo di docente, per i giornalisti, nel processo di digitalizzazione del Tg1.

Sono Istruttrice certificata Mindfulness (o pratica dell’attenzione consapevole) e protocollo Mbsr (Mindfulness Based Stress Reduction) con diploma rilasciato da Sapienza Università di Roma e dal Center for Mindfulness della University of California of San Diego nell’ambito del Master universitario di II livello “Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze”. Pratico meditazione Vipassana dal 2013, con esperienze di intensivi e ritiri residenziali. Dal 2019 pratico anche il Tai Chi Chuan stile Yang.

Appassionata di cucina naturale e biologica, a causa di molte intolleranze ho un'alimentazione molto controllata e quasi del tutto priva di prodotti di origine animale. Qui condivido molte ricette che ho sperimentato negli anni, adatte a vegani, vegetariani, celiaci, a chi soffre di intolleranze varie e a chi è a dieta.