Mamma mia, che matta!

Bambini con disabilità abbandonati, da un lato. Mamme affidatarie e adottive di ogni colore, genere, orientamento sessuale, età, stato civile, dall’altro. In mezzo, un’associazione che aiuta a mettere in contatto, che prepara, che forma. Una vera e propria comunità di riferimento. Qualcosa di simile ad una famiglia. Stabile e dinamica, insieme.
Mammematte, si chiama. Perché ad accogliere ed amare un bimbo con bisogni speciali, che è stato abbandonato, bisogna essere matte. Mancanza di autonomia, incognita sul futuro, impegno poco compreso dall’esterno.
Ad aprire la porta di casa ad un bambino vittima di discriminazione e pregiudizio, come un piccolo rom, bisogna essere matte. Chi li vuole quei figli di delinquenti?
Ad amare una bimba con ritardo mentale o deficit motorio, bisogna essere matte. Così diversa dagli altri.
Matte.
O eroine. L’altra visione. In questo mondo avariato, delle donne speciali.
Proviamo a cambiare prospettiva.
E se fossero solo mamme?
Consapevoli. Timorose di non essere all’altezza. Capaci di amare.
Mamme, semplicemente.
E se i figli con disabilità, i bambini rom vittime di discriminazioni, fossero semplicemente figli?
Certo, con bisogni speciali. Certo, con esigenze e probabilmente tempi  diversi. Capacità diverse. Ma figli.
Che crescono con noi mentre noi cresciamo con loro. Che ci insegnano ad amare ancora di più, in modo accogliente e paziente.
Uscire fuori dalla retorica della mamma eroina per colei che accoglie un figlio con disabilità vuol dire anche guardare la disabilità come una normalità. C’è, esiste, la conosco, la accolgo.
Bisogni speciali, amori speciali, legami speciali che hanno come obiettivo quello di essere considerati normali nella loro diversità.

8 thoughts on “Mamma mia, che matta!

  1. il discorso di ” terza via ” ( ovvero il non voler considerare queste mamme ne’ matte ne’ eroine ma semplicemente MAMME , e anche il voler considerare i figli semplicemente FIGLI e non bambini che hanno affrontato un percorso irto di difficolta’ ) e’ ovviamente giusto, pero’ detto questo .. forse non eroine, ma di certo mamme da applaudire e mamme coraggiose glie lo possiamo dire, ed e’ giusto chiamarle cosi’ !!

  2. Isabella grazie per essere riuscita a raccontare la scelta consapevole (!) che facciamo ogni giorno noi MammeMatte. E grazie per averlo fatto con delicatezza e professionalità rimandando dignità e “normalità” alle nostre Mamme e ai nostri bimbi.
    Karin Falconi
    (una Mammamatta)

      1. Questo articolo mi piace tantissimo, perché esprime al meglio chi sono le mammematte ❤️ e ricordiamo anche i babbimatti (una mammamatta)

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