“Un metodo religioso per entrare nella propria interiorità e sviluppare le proprie qualità. Lo strumento? La meditazione”.

Poche parole per capire il significato del Buddhismo. Raffaele Longo, Presidente dell’Ubi (Unione buddhisti italiani) ci accoglie con calore a Pomaia, vicino a Pisa, nel più importante centro di buddhismo tibetano d’Italia. Una lezione a Pomaia

“Ovviamente, ci sono tecniche diverse, che appartengono a tradizioni diverse”, sottolinea Raffaele.

E’ un gran giorno per buddhisti e induisti in Italia. Da oggi potranno costruire templi, aprire scuole e università teologiche, vedere riconosciuti i loro ministri di culto, i luoghi e le festività religiose. Ma anche scegliere procedure particolari per la sepoltura e avere aree riservate nei cimiteri, nonchè accedere all’8×1000 nella dichiarazione dei redditi.

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Stupa, monumenti Buddhisti, originariamente costruiti in India. Hanno un forte valore simbolico: Rappresentano il corpo del Buddha e la mente illuminata

“Avevo 22 anni, facevo yoga e avevo la sensazione che l’analisi non bastasse. Leggendo, mi sono avvicinata al buddhismo. Una possibilità di sviluppo interiore alla portata di tutti: economico, che si può fare in qualsiasi momento, in una stanza, di notte, in un prato, ovunque”.

M. è una psicologa, che dal Nord Italia si è trasferita vicino al Centro Buddhista di Pomaia per frequentare le lezioni e accedere agli insegnamenti. Il Buddhismo è entrato a far parte non solo della sua vita, ma anche del suo lavoro, perchè pratica la meditazione con i suoi pazienti e segue progetti, che usano questa tecnica, in ospedale.

“Ti familiarizzi con qualità dell’animo umano, che sono amore, compassione, saggezza. Ti abitui a qualità della mente positive, ti trasformi, ci provi, o accetti di più te stesso”.

“Il mio sogno sarebbe che arrivasse nelle scuole, negli ospedali. Ho visto gli effetti della meditazione sulle persone in fin di vita e ne sono rimasta profondamente colpita”.  Un sogno, quello di M., che si è già trasformato in realtà.

Finora, il Parlamento italiano, aveva approvato accordi con confessioni non cristiane sono nel 1989 per le Comunità ebraiche e, nel luglio scorso, per i Mormoni. Non solo. Per la prima volta in Italia, un progetto sperimentale a Bologna prevede che la meditazione tibetana entri in un reparto di oncologia.budda-statua

M. conclude: “Sono rimasta colpita dal programma socio-sanitario della Toscana, che diceva che con la crisi di adesso o diventiamo solidali tra di noi o non c’è più rete sociale. Ecco, mi è venuto in mente che la meditazione potrebbe proprio aiutare in questo processo”.

Serenità, calma, saggezza. Sono le parole più frequenti che gli ospiti di Pomaia pronunciano: “Sono arrivato qui per insoddisfazione. Venivo da uno stato di non appagamento e di disagio, ecco. Qui ho trovato un metodo molto efficace per cambiare la mia mente, per trasformarla – ci racconta A., un insegnante, che per qualche anno è stato anche monaco – e, soprattutto, ho trovato un discorso di conoscenza, uno strumento che si avvale della ragione, ma che poi ha un risvolto molto pratico”.

Una delle notizie, per chi non conosce il buddismo, insomma, è che dalle emozioni disturbanti si può guarire: “Rabbia, invidia, attaccamento sono aspetti della mente che ostacolano la ricerca della felicità – dice G., che in un centro buddista di Padova ha incontrato l’attuale moglie, con cui si è trasferito vicino a Pomaia. Con la meditazione si può analizzare in maniera serena come sono le cose e si sperimenta quali sono i vantaggi di avere altri stati di condizione della mente”.

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Tara. La definiscono, nel Buddhismo Tibetano, la prima femminista della storia. Rifiuto’ di reincarnarsi in un uomo.

G. sottolinea anche un altro aspetto, non irrilevante, soprattutto per chi proviene da religioni come il cattolicesimo: “Si può coltivare una dimensione spirituale senza un dogma, ma potendo usare la propria ragione”.

Gli italiani che abbracciano il buddhismo sono sempre più numerosi, anche se una stima ufficiale non esiste. E non sono solo immigrati: “C’è un’esigenza di pace, di serenità. E’ una società molto competitiva, molto stressante – osserva G – c’è bisogno di rivedere un po’ i valori”.

Molte di queste persone hanno fatto scelte di vita drastiche e si sono trasferite a Pomaia. Ma questo non è necessario. La maggior parte dei buddhisti coltiva la propria religione, indipendentemente da dove si trova e da cosa fa nella vita: “Non possiamo cambiare il mondo fuori… e allora, troviamo un percorso che va cercato dentro di noi! Cerchiamo interiormente la nostra pace, la nostra tranquillità e, automaticamente, le cose intorno a noi cambieranno”.

 

 

 

P.S.: L’UBI raccoglie le tradizioni Buddhiste in Italia. La Soka Gakkai è un movimento non riconosciuto dall’Ubi.

 

Scritto da:

Isabella Schiavone

Giornalista professionista. Dal 2002 al Tg1, prima ad Uno Mattina, poi come inviata a Tv7 – Speciali, ora nella redazione Ambiente – Società come Caposervizio.

Appassionata di inchieste sociali, ambientali e di storie di vita. Impegnata nel terzo settore.

Sono laureata in Sociologia a La Sapienza di Roma, specializzata in Giornalismo alla Luiss Guido Carli e ho frequentato un corso di perfezionamento per inviati in aree di crisi della Fondazione Cutuli, che mi ha portato in Libano e in Kosovo con l’esercito.

Ho iniziato a lavorare presto nelle radio e nelle tv locali, ho scritto per l’Ansaweb, per Redattore Sociale e per il Gruppo L’Espresso, mossa anche dalla passione per la multimedialità e l’online. Ho avuto il primo contratto in Rai al Giornale Radio, ho lavorato nella redazione Esteri del Tg2 e a Rai Educational, quando ero ancora universitaria.

Ho condotto la rubrica Tendenze del Tg1.

Ho vinto il Premio Luchetta Hrovatin nel 2006, con un’inchiesta sulla droga a Scampia. Ho ricevuto nel 2016 il Premio Pentapolis – Giornalisti per la Sostenibilità, in collaborazione con Ispra, Ministero dell’Ambiente, Lumsa e FNSI. A maggio 2017 un mio servizio sul riconoscimento delle unioni civili è stato premiato da Diversity Media Awards, grazie al lavoro dell’Osservatorio di Pavia, come miglior servizio andato in onda sulla diversità. A settembre 2018 ho ricevuto il Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti nella categoria giornalismo. A maggio 2019 un mio servizio sull’autismo è stato candidato ai Diversity Media Awards. Da maggio 2022 sono Ambasciatrice Telefono Rosa per l'impegno in difesa dei diritti delle donne e a sostegno dei minori.

Amo e frequento l’Africa, dove ho realizzato due documentari autoprodotti, di cui uno girato con lo smartphone, andati in onda su Rai Uno.

A giugno 2017 è uscito il mio romanzo d’esordio, proposto al Premio Strega 2018, Lunavulcano (Lastaria Edizioni), i cui diritti d’autore sono devoluti in beneficenza in Africa (per informazioni potete contattarmi sul blog o anche sulla mia pagina Facebook). A settembre 2017 Lunavulcano ha vinto il Premio “Un libro per il cinema“, dedicato alla memoria di Paolo Villaggio, organizzato dall’Isola del Cinema di Roma.

A settembre 2020 è uscito Fiori di Mango (Lastaria Edizioni), proposto al Premio Strega 2021.

Ho insegnato “Teoria e tecnica del linguaggio televisivo” all’Università di Tor Vergata e ho ricoperto il ruolo di docente, per i giornalisti, nel processo di digitalizzazione del Tg1.

Sono Istruttrice certificata Mindfulness (o pratica dell’attenzione consapevole) e protocollo Mbsr (Mindfulness Based Stress Reduction) con diploma rilasciato da Sapienza Università di Roma e dal Center for Mindfulness della University of California of San Diego nell’ambito del Master universitario di II livello “Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze”. Pratico meditazione Vipassana dal 2013, con esperienze di intensivi e ritiri residenziali. Dal 2019 pratico anche il Tai Chi Chuan stile Yang.

Appassionata di cucina naturale e biologica, a causa di molte intolleranze ho un'alimentazione molto controllata e quasi del tutto priva di prodotti di origine animale. Qui condivido molte ricette che ho sperimentato negli anni, adatte a vegani, vegetariani, celiaci, a chi soffre di intolleranze varie e a chi è a dieta.