Succede tutto così rapidamente che ho ancora mal di testa. Ieri mattina, vedo su Facebook un foglio Inps con su scritto un annuncio. E’ di Fabrizio Lambrughi, 40enne di Monguzzo malato di Parkinson. Gli hanno ritirato la pensione di invalidità ad agosto, senza un motivo. La sua mano destra è quasi senza controllo, prende medicine ogni tre ore e non può più scrivere.
Visito il profilo di Fabrizio, gli mando il mio numero e contatto la Asl della sua zona per avere la loro versione: mi spiegano di non essere responsabili dell’accaduto e mi rimandano all’Inps. Contatto l’ufficio stampa dell’Inps e mando una mail per chiedere spiegazioni. Intanto, mando un messaggio privato su Facebook a Fabrizio, chiedendogli di chiamarmi sul cellulare.Fabrizio
Di solito le notizie non nascono così, ma ormai Facebook è una fonte. Da verificare con attenzione, ma pur sempre una fonte. Intanto parlo con i miei responsabili, che ci vanno cauti: “Aspettiamo la risposta dell’Inps, magari non ne ha più diritto per qualche motivo”, mi rispondono.
Io, nel frattempo, non riesco a mangiare, assillo una mia amica/collega con questa storia e continuo imperterrita a mandare mail all’Inps. Dico a Fabrizio di tenersi pronto, perché secondo me lui ha ragione e, se le cose vanno come spero, lo intervisterò per il Tg della sera. Non ho ancora la risposta dell’Inps, ma me lo sento. Sarà il fiuto da cronista, sarà sesto senso, sensibilità… non lo so, ma sento che è così.
Mi richiama un dirigente dell’Inps e non parla del caso specifico: “In generale, le possibilità di revoca sono legate ad un mutato contesto lavorativo o a una dinamicità del quadro clinico (miglioramento o guarigione)”. “Scusi – replico io – ma come si può guarire dal Parkinson?”. Ho fatto una domanda piuttosto banale ed ovvia, quella che chiunque farebbe, eppure la risposta non è altrettanto ovvia: “Sa, l’uomo della strada ragiona così.. i parametri medici sono altri”. Sento il suono delle unghie sul vetro, stile Garfield: “Benissimo, me li spieghi. Sono pronta ad ascoltare”. “Riesamineremo il caso”, mi tranquillizza il dirigente.
Intanto, metto in piedi la solita macchina organizzativa per realizzare un servizio, inondo il mio capo di sms e telefonate, alle quali inizialmente non ricevo risposta, inondo il mio vice capo di altrettanti ragionamenti e inveisco.
Per me questo pezzo deve farsi.
Com’è andata a finire? Il servizio è stato approvato, dopo l’intervista al dirigente dell’Inps, mi viene comunicato che Fabrizio riavrà la sua pensione di invalidità di 500 euro.
Fabrizio non è stato visitato quando gli hanno tolto la pensione di invalidità e non è stato visitato quando gliel’hanno ridata.
Come lui, ce ne sono tanti altri in questa situazione. Una vittoria che spero possa servire anche a tutti gli altri. Ma che mi lascia, oltre alla soddisfazione di aver aiutato qualcuno attraverso il mio lavoro, con l’amaro in bocca.

Scritto da:

Isabella Schiavone

Giornalista professionista. Dal 2002 al Tg1, prima ad Uno Mattina, poi come inviata a Tv7 – Speciali, ora nella redazione Ambiente – Società come Caposervizio.

Appassionata di inchieste sociali, ambientali e di storie di vita. Impegnata nel terzo settore.

Sono laureata in Sociologia a La Sapienza di Roma, specializzata in Giornalismo alla Luiss Guido Carli e ho frequentato un corso di perfezionamento per inviati in aree di crisi della Fondazione Cutuli, che mi ha portato in Libano e in Kosovo con l’esercito.

Ho iniziato a lavorare presto nelle radio e nelle tv locali, ho scritto per l’Ansaweb, per Redattore Sociale e per il Gruppo L’Espresso, mossa anche dalla passione per la multimedialità e l’online. Ho avuto il primo contratto in Rai al Giornale Radio, ho lavorato nella redazione Esteri del Tg2 e a Rai Educational, quando ero ancora universitaria.

Ho condotto la rubrica Tendenze del Tg1.

Ho vinto il Premio Luchetta Hrovatin nel 2006, con un’inchiesta sulla droga a Scampia. Ho ricevuto nel 2016 il Premio Pentapolis – Giornalisti per la Sostenibilità, in collaborazione con Ispra, Ministero dell’Ambiente, Lumsa e FNSI. A maggio 2017 un mio servizio sul riconoscimento delle unioni civili è stato premiato da Diversity Media Awards, grazie al lavoro dell’Osservatorio di Pavia, come miglior servizio andato in onda sulla diversità. A settembre 2018 ho ricevuto il Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti nella categoria giornalismo. A maggio 2019 un mio servizio sull’autismo è stato candidato ai Diversity Media Awards. Da maggio 2022 sono Ambasciatrice Telefono Rosa per l'impegno in difesa dei diritti delle donne e a sostegno dei minori.

Amo e frequento l’Africa, dove ho realizzato due documentari autoprodotti, di cui uno girato con lo smartphone, andati in onda su Rai Uno.

A giugno 2017 è uscito il mio romanzo d’esordio, proposto al Premio Strega 2018, Lunavulcano (Lastaria Edizioni), i cui diritti d’autore sono devoluti in beneficenza in Africa (per informazioni potete contattarmi sul blog o anche sulla mia pagina Facebook). A settembre 2017 Lunavulcano ha vinto il Premio “Un libro per il cinema“, dedicato alla memoria di Paolo Villaggio, organizzato dall’Isola del Cinema di Roma.

A settembre 2020 è uscito Fiori di Mango (Lastaria Edizioni), proposto al Premio Strega 2021.

Ho insegnato “Teoria e tecnica del linguaggio televisivo” all’Università di Tor Vergata e ho ricoperto il ruolo di docente, per i giornalisti, nel processo di digitalizzazione del Tg1.

Sono Istruttrice certificata Mindfulness (o pratica dell’attenzione consapevole) e protocollo Mbsr (Mindfulness Based Stress Reduction) con diploma rilasciato da Sapienza Università di Roma e dal Center for Mindfulness della University of California of San Diego nell’ambito del Master universitario di II livello “Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze”. Pratico meditazione Vipassana dal 2013, con esperienze di intensivi e ritiri residenziali. Dal 2019 pratico anche il Tai Chi Chuan stile Yang.

Appassionata di cucina naturale e biologica, a causa di molte intolleranze ho un'alimentazione molto controllata e quasi del tutto priva di prodotti di origine animale. Qui condivido molte ricette che ho sperimentato negli anni, adatte a vegani, vegetariani, celiaci, a chi soffre di intolleranze varie e a chi è a dieta.