Il giorno 24 Ottobre si è tenuto nell’Istituto Cristoforo Colombo “Succursale” l’incontro “Libriamoci”, organizzato dai professori delle materie di Italiano e Storia: è stata invitata la dottoressa Isabella Schiavone in quanto scrittrice del romanzo “Lunavulcano”. Quest’ultima non è venuta all’incontro solo per promuovere il suo libro, come molti ragazzi hanno pensato: è venuta piuttosto per stravolgere una comune giornata scolastica.

“E’ una svolta che io sia venuta qui, perdete due ore facili, facili!”, così ha detto la dottoressa, dopo essersi presentata. Invece non si è perso tempo, anzi, in quelle due ore in cui ha parlato la giornalista Schiavone i ragazzi hanno avuto una lezione di vita, una lezione inusuale, una di quelle lezioni cui non tutti hanno la fortuna di poter partecipare. Durante l’incontro sono stati trattati argomenti delicati, altri invece di discussione quotidiana, mentre altri ancora sembravano quasi dei taboo. Il tema più gettonato dagli studenti è stato quello dell’omosessualità, a proposito del quale molti ragazzi sono intervenuti prendendo la parola. Non si sono fatti scrupoli a parlare, a dire il proprio pensiero a favore o a sfavore dell’omosessualità. Da questo argomento si è giunti a parlare dell’adozione da parte delle coppie omosessuali. Alcuni ragazzi dell’Istituto, a questo punto, hanno preso coraggio ed hanno espresso i loro pensieri, i loro dubbi, cercando di confrontarsi con l’esperta scrittrice. “Molti bambini si trovano negli orfanotrofi, sono senza famiglie. Perché privarli dell’amore che può donare una famiglia? Perché questi bambini devono essere privati dei valori familiari?”, queste sono state le domande che ha posto la dottoressa Schiavone. Successivamente questi dubbi hanno avuto una risposta, ma la soluzione l’ha trovata la scrittrice stessa, che ha detto:”Questi bambini hanno bisogno di essere amati. Non importa chi sia ad amarli, che possano essere un padre e una madre, oppure, due padri o due madri. L’essenziale è dare e ricevere amore. Perché l’amore è il motore che fa girare il mondo”.

Però non tutti gli studenti sono stati d’accordo, anzi una ragazza del primo anno si è avvicinata alla dottoressa Schiavone e le ha chiesto se il bambino dato in affido ad una coppia “gay” avrebbe potuto avere traumi oppure essere omosessuale come i genitori, dato che questi bambini hanno loro come modello ed esempio. Però a questa domanda ha risposto un ragazzo, che ha detto: “Come da una coppia eterosessuale possono nascere figli omosessuali, anche coppie omosessuali possono allevare figli eterosessuali. Perché la causa dell’orientamento sessuale di ogni umano è l’attrazione fisica”. La discussione si è dilungata per molto tempo, quaranta minuti circa, senza arrivare ad alcuna conclusione, un semplice dibattito con idee contrastanti.

Ma la giornalista Isabella Schiavone, nel suo libro, non tratta solo questo argomento, bensì si concentra anche sull’argomento “maternità”. “Chi è mamma? Chi può definirsi tale?”, queste domande hanno turbato tutti i presenti. Molte volte accade che alcune persone dicano di avere più figli di quelli “procreati”, in quanto li amano come tali, li amano come se quei ragazzi facessero parte della famiglia, come se quegli individui abbiano sempre fatto parte del nucleo familiare.

“Io mi sento mamma nei confronti dei bambini che aiuto in Kenya”, la dottoressa Schiavone esplicita il suo status di donna single senza figli, però utilizza queste parole. Parole di un certo valore, parole che hanno un peso. Però queste parole sono essenziali per lei e può definirsi madre in quanto la dottoressa ha visto crescere questi bambini, li ha aiutati economicamente e spiritualmente. Perché ella dice:”Io vado ogni anno in Kenya, e ogni anno non vedo l’ora di rincontrare tutti i bambini che a me stanno a cuore, come mi sta a cuore la loro salute e la loro istruzione, infatti vengo aggiornata su tutti i loro progressi e le loro condizioni, in pratica su tutta la loro vita.”.
La dottoressa ha parlato anche di altri argomenti interessanti, di argomenti che non vengono trattati tutti i giorni, anzi questi temi vengono sottovalutati e vengono sminuiti dalla gente.

Il 24 ottobre 2017 la giornalista Isabella Schiavone è entrata dalla porta d’ingresso della scuola I.T.T. Cristoforo Colombo, per entrare nei cuori degli studenti della medesima scuola. La dottoressa Schiavone è entrata e ha insegnato che nel mondo c’è poco rispetto per il prossimo, poca tolleranza per il “diverso”, e la chiave è la tolleranza.
Perché ormai nel mondo è più facile dichiararsi guerra l’un l’altro che accettare coppie di persone innamorate perché dichiarate “anormali”.
Restiamo Umani.
Andrea 4H

 

(L’articolo è preso dal blog di Repubblica.it ed è stato scritto da Andrea, uno studente. L’incontro si è svolto nell’ambito della manifestazione “Libriamoci”, presso l’I.T.T. Cristoforo Colombo di Roma. Altri commenti ed osservazioni sulla giornata si trovano sul sito di Repubblica.it).

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Isabella Schiavone

Giornalista professionista, scrittrice, istruttrice Mindfulness. Da luglio 2022 vice caporedattrice presso Rai Sport. Dal 2002 a giugno 2022 al Tg1, prima ad Uno Mattina, poi come inviata a Tv7 - Speciali, infine nella redazione Ambiente - Società - Sport come caposervizio.

Appassionata di inchieste sociali, ambientali e di storie di vita. Impegnata nel terzo settore.

Sono laureata in Sociologia a La Sapienza di Roma, specializzata in Giornalismo alla Luiss Guido Carli. Ho frequentato un corso di perfezionamento per inviati in aree di crisi della Fondazione Cutuli, che mi ha portato in Libano e in Kosovo embedded.

Ho iniziato a lavorare presto nelle radio e nelle tv locali, ho scritto per l'Ansaweb, per Redattore Sociale e per il Gruppo L'Espresso, mossa anche dalla passione per la multimedialità e l'online. Ho avuto il primo contratto in Rai al Giornale Radio, ho lavorato nella redazione Esteri del Tg2 e a Rai Educational, quando ero ancora universitaria.

Ho condotto la rubrica Tendenze del Tg1. 

Ho vinto il Premio Luchetta Hrovatin nel 2006, con un'inchiesta sulla droga a Scampia andata in onda a Tv7 - Speciali Tg1. Ho ricevuto nel 2016 il Premio Pentapolis - Giornalisti per la Sostenibilità, in collaborazione con Ispra, Ministero dell'Ambiente, Lumsa e FNSI. A maggio 2017 un mio servizio andato in onda al Tg1, sul riconoscimento delle unioni civili, è stato premiato da Diversity Media Awards, grazie al lavoro dell'Osservatorio di Pavia, come miglior servizio andato in onda sulla diversità. A settembre 2018 ho ricevuto il Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti nella categoria giornalismo. A maggio 2019 un mio servizio sull’autismo è stato candidato ai Diversity Media Awards. Da maggio 2022 sono Ambasciatrice Telefono Rosa per il mio impegno in difesa dei diritti delle donne e a sostegno dei minori. 

Amo e frequento l’Africa, dove ho realizzato due documentari autoprodotti, di cui uno girato con lo smartphone (quando ancora non aveva neanche lo zoom), andati in onda su Rai Uno.

A giugno 2017 è uscito il mio romanzo d'esordio, proposto al Premio Strega 2018, Lunavulcano (Lastaria Edizioni), i cui diritti d'autore sono devoluti in beneficenza in Africa. A settembre 2017 Lunavulcano ha vinto il Premio "Un libro per il cinema", dedicato alla memoria di Paolo Villaggio, organizzato dall'Isola del Cinema di Roma.

A settembre 2020 è uscito Fiori di Mango (Lastaria Edizioni), proposto al Premio Strega 2021.

Ho insegnato "Teoria e tecnica del giornalismo televisivo" all'Università di Tor Vergata e ho ricoperto il ruolo di docente, per i giornalisti, nel processo di digitalizzazione del Tg1.

Sono Istruttrice Mindfulness (o pratica dell'attenzione consapevole) e protocollo Mbsr (Mindfulness Based Stress Reduction) con diploma rilasciato da Sapienza Università di Roma e dal Center for Mindfulness della University of California of San Diego, nell'ambito del Master universitario di II livello "Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze" (110 e lode). Pratico meditazione Vipassana dal 2013 con Neva Papachristou e Corrado Pensa presso l'Ameco di Roma, con esperienze di intensivi e ritiri residenziali. Dal 2019 pratico anche il Tai Chi Chuan stile Yang.  Conduco gruppi di meditazione in presenza e online.