Viste le giornate tragiche che stiamo affrontando, con l’Abruzzo in ginocchio sotto la neve e i terremotati al gelo ad affrontare la paura di ulteriori scosse, viro su temi leggeri per rilassarci un po’. Ho trovato un negozio biologico che vende prodotti sfusi e alla spina e ne sono rimasta molto affascinata. 

Riso, pasta, cereali, legumi, farine, spezie, cosmetici, detergenti per la casa… tutto a Km 0, biologico, con filiera controllata. Un modo per rispettare l’ambiente, visto che sono venduti senza imballaggi (con un risparmio, quindi, non solo sui costi di trasporto, ma anche sulle emissioni inquinanti lungo le strade e nel corso della catena produttiva), per seguire uno stile di vita sostenibile ed ecologico (riducendo la quantità di rifiuti e limitando gli sprechi alimentari) e per contenere le spese (secondo Federconsumatori, il risparmio per una famiglia sui prodotti senza confezioni è di quasi 70 euro al mese, quasi 850 euro l’anno). Tra i vari prodotti sperimentati, ho acquistato anche una farina di riso impalpabile, che ho voluto subito provare in questo ciambellone all’arancia, zenzero e cannella privo di latte e derivati, ma anche di uova. Insomma, vegano.

Gli ingredienti:

100 gr di farina di riso

200 gr di farina di farro integrale

150 gr di succo di agave

100 gr di latte di riso o di soia

80 gr di olio di semi di girasole

80 gr di spremuta di arancia

la scorza di un’arancia bio

15 gr di semi di lino

10 gr di semi di papavero

1 bustina di cremor tartaro (lievito biologico che si trova nei supermercati bio)

cannella e zenzero in polvere

Preparazione:

Tritate finemente i semi di lino e lasciateli riposare per 10′ in un bicchiere con un dito (un quarto circa) di acqua calda. In un contenitore versate le farine, il cremor tartaro, la scorza d’arancia bio grattugiata, cannella e zenzero. Aggiungete il succo di agave e l’olio e mescolate. Aggiungete il latte di riso o di soia e la spremuta di arancia: girate fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi. Dopo 10′ aggiungete i semi di lino con la loro acqua. Ho utilizzato uno stampo in silicone cospargendolo prima di semi di papavero, ma potete usarne uno qualunque oliato e infarinato. Ho fatto cuocere per 30′ con forno caldo a 180 gradi.

Scritto da:

Isabella Schiavone

Giornalista professionista. Dal 2002 al Tg1, prima ad Uno Mattina, poi come inviata a Tv7 – Speciali, ora nella redazione Ambiente – Società come Caposervizio.

Appassionata di inchieste sociali, ambientali e di storie di vita. Impegnata nel terzo settore.

Sono laureata in Sociologia a La Sapienza di Roma, specializzata in Giornalismo alla Luiss Guido Carli e ho frequentato un corso di perfezionamento per inviati in aree di crisi della Fondazione Cutuli, che mi ha portato in Libano e in Kosovo con l’esercito.

Ho iniziato a lavorare presto nelle radio e nelle tv locali, ho scritto per l’Ansaweb, per Redattore Sociale e per il Gruppo L’Espresso, mossa anche dalla passione per la multimedialità e l’online. Ho avuto il primo contratto in Rai al Giornale Radio, ho lavorato nella redazione Esteri del Tg2 e a Rai Educational, quando ero ancora universitaria.

Ho condotto la rubrica Tendenze del Tg1.

Ho vinto il Premio Luchetta Hrovatin nel 2006, con un’inchiesta sulla droga a Scampia. Ho ricevuto nel 2016 il Premio Pentapolis – Giornalisti per la Sostenibilità, in collaborazione con Ispra, Ministero dell’Ambiente, Lumsa e FNSI. A maggio 2017 un mio servizio sul riconoscimento delle unioni civili è stato premiato da Diversity Media Awards, grazie al lavoro dell’Osservatorio di Pavia, come miglior servizio andato in onda sulla diversità. A settembre 2018 ho ricevuto il Premio Responsabilità Sociale Amato Lamberti nella categoria giornalismo. A maggio 2019 un mio servizio sull’autismo è stato candidato ai Diversity Media Awards. Da maggio 2022 sono Ambasciatrice Telefono Rosa per l'impegno in difesa dei diritti delle donne e a sostegno dei minori.

Amo e frequento l’Africa, dove ho realizzato due documentari autoprodotti, di cui uno girato con lo smartphone, andati in onda su Rai Uno.

A giugno 2017 è uscito il mio romanzo d’esordio, proposto al Premio Strega 2018, Lunavulcano (Lastaria Edizioni), i cui diritti d’autore sono devoluti in beneficenza in Africa (per informazioni potete contattarmi sul blog o anche sulla mia pagina Facebook). A settembre 2017 Lunavulcano ha vinto il Premio “Un libro per il cinema“, dedicato alla memoria di Paolo Villaggio, organizzato dall’Isola del Cinema di Roma.

A settembre 2020 è uscito Fiori di Mango (Lastaria Edizioni), proposto al Premio Strega 2021.

Ho insegnato “Teoria e tecnica del linguaggio televisivo” all’Università di Tor Vergata e ho ricoperto il ruolo di docente, per i giornalisti, nel processo di digitalizzazione del Tg1.

Sono Istruttrice certificata Mindfulness (o pratica dell’attenzione consapevole) e protocollo Mbsr (Mindfulness Based Stress Reduction) con diploma rilasciato da Sapienza Università di Roma e dal Center for Mindfulness della University of California of San Diego nell’ambito del Master universitario di II livello “Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze”. Pratico meditazione Vipassana dal 2013, con esperienze di intensivi e ritiri residenziali. Dal 2019 pratico anche il Tai Chi Chuan stile Yang.

Appassionata di cucina naturale e biologica, a causa di molte intolleranze ho un'alimentazione molto controllata e quasi del tutto priva di prodotti di origine animale. Qui condivido molte ricette che ho sperimentato negli anni, adatte a vegani, vegetariani, celiaci, a chi soffre di intolleranze varie e a chi è a dieta.